Implantologia
Cos’è l’implantologia dentale?
L’implantologia dentale è una branca dell’Odontoiatria che ha l’obiettivo di ripristinare i denti mancanti mediante l’inserimento di radici artificiali in Titanio (impianti dentali) a condizione però che vi sia osso sufficiente per poter collocare gli impianti endossei.
Nel 1965 il Chirurgo Ortopedico Svedese Per-Ingvar Brånemark operò il suo primo paziente, Sig.ra Gosta Larsson, con l’inserimento di quattro impianti e di una protesi fissa per correggere una malformazione congenita alla mandibola. Fu l’inizio della Moderna Implantologia.
L’intervento si rivelò un successo: il paziente per la prima volta riuscì ad espletare normalmente la funzione masticatoria e fonetica, e quando scomparve nel 2006, aveva ancora inseriti – e in buono stato – gli impianti immessi quarant’anni prima durante l’intervento pionieristico.
Un impianto dentale in sostanza è una piccola vite in Titanio progettata per sostituire la radice di un dente naturale mancante. Il Titanio è perfettamente biocompatibile; è lo stesso materiale utilizzato per la costruzione di protesi ortopediche (es. Ginocchio, Anca, Femore, etc.). Gli impianti dentali sono inseriti nell’osso laddove prima c’erano i denti naturali. Grazie alla biocompatibilità del Titanio, l’impianto dentale si integra perfettamente con l’osso e diventa un buon punto di ancoraggio per il dente sostitutivo (corona)
In sostanza, l’implantologia è una procedura di riabilitazione rivolta a chi ha perso i denti naturali.
Perdita dei denti: le cause
Le cause di perdita dei denti possono essere molteplici:
- traumi meccanici di varia natura;
- carie profonda;
- malattie parodontali;
- altre patologie del cavo orale.
La perdita di uno o più denti causa la riduzione della funzione masticatoria che, a sua volta, provoca una lenta perdita di massa e densità del tessuto osseo
Caratteristiche
L’impianto dentale consta di tre parti principali: la cosiddetta vite endossea , il cosiddetto abutment (Moncone o componente transmucosa) e la protesi dentaria (o corona artificiale).
- La vite endossea è l’elemento dell’impianto dentale cilindrico e filettato che, a seguito del suo inserimento nell’osso mandibolare o mascellare, subirà il processo di osteointegrazione, ossia il processo di integrazione nel tessuto osseo.
Dalla vite endossea e dal suo inserimento nel tessuto osseo dipende la solidità dell’impianto dentale; per questo motivo, ne costituisce la porzione più rappresentativa.
In un dente normale, la vite endossea equivale sostanzialmente alla radice. - L’abutment ( moncone) è l’elemento dell’impianto dentale che connette la vite endossea alla protesi dentaria.
Dopo l’inserimento dell’impianto dentale, rappresenta la porzione a stretto contatto con la mucosa gengivale; ciò spiega per quale motivo prende anche il nome alternativo di componente transmucosa.
- La protesi dentaria è ciò che sostituisce il o i denti mancanti o estratti. Di fatto, è la parte esterna dell’impianto dentale, che ha il compito di coprire la zona priva di denti.
È importante ricordare che le dimensioni di un impianto dentale – nella fattispecie della vite endossea – variano a seconda della quantità di osso mascellare o mandibolare disponibile: più tessuto osseo è disponibile e maggiore è la lunghezza della vite endossea; viceversa, meno tessuto osseo c’è e minore è la lunghezza della vite endossea.
Cos’è l’osteointegrazione?
Il termine osteointegrazione definisce il processo di unione tra un osso e un impianto artificiale, come per esempio la vite endossea degli impianti dentali. In base alle conoscenze attuali, il suddetto processo di unione ha luogo solo quando l’impianto artificiale è realizzato in titanio o metalli estremamente affini a quest’ultimo.
Tipi di Impianti
Esistono almeno due tipologie di impianto dentale: la tipologia in cui l’abutment (moncone) è parte integrante della vite endossea (i due elementi formano un tutt’uno, quindi sono inseparabili-cementati) e la tipologia in cui l’abutment e la vite endossea sono due parti a sé stanti, separate.
Tra le due possibili tipologie di impianto dentale appena proposte, la più utilizzata è la seconda, in quanto è associata a una gestione più semplice e facilita eventuali riparazioni a danneggiamenti che una delle varie parti può subire da dopo l’installazione.
Tempi di integrazione dell’impianto e tempi di guarigione
L’intervento di implantologia dentale consiste nel posizionamento di un impianto dentale in titanio integrato nell’osso dell’arcata dentale interessata (implantologia osteointegrata).
Il risultato è un legame stabile tra osso e impianto dentale che permette di sopportare carichi masticatori elevati.

L’impianto viene lasciato all’interno dell’osso e della gengiva per il tempo necessario all’osteointegrazione: il paziente non vedrà alcuna differenza all’interno della propria bocca.
Di solito, il tempo d’integrazione dell’impianto varia in funzione dell’osso interessato: mascellare (4-6 mesi); mandibolare (3-4 mesi).
I tempi di guarigione vengono stimati dall’implantologo, considerando anche i fattori che potrebbero rallentare l’osteointegrazione.
In alcuni casi, è possibile effettuare il posizionamento dell’impianto dentale, senza incidere la gengiva. Questa tecnica permette di ridurre al minimo il traumatismo chirurgico dell’intervento, accorciando anche i tempi di guarigione.
Dopo il periodo di osteointegrazione, viene eseguita la scopertura dell’impianto.
Si tratta di un piccolo intervento da praticare prima di iniziare la fase finale di realizzazione del nuovo dente.
La scopertura dell’impianto ne espone la testa nel cavo orale, attraverso l’uso di viti di guarigione che servono per adattare la gengiva.
Impianto singolo
Quando manca un dente e si vuole riempire lo spazio libero, ci sono due possibilità:
- Ponte tra i due denti laterali a quello mancante;
- Impianto Singolo.
Nel primo caso si tratterà di limare i due denti laterali a quello mancante, per far alloggiare un Ponte realizzato su misura dei denti limati.
Tale soluzione ha lo svantaggio di dover intaccare i due denti laterali sani e funzionanti; questa era una soluzione che si usava più nel passato, oggi si preferisce ricorrere all’Implantologia.
Nel secondo caso, si posizione un Impianto Dentale in Titanio nell’osso sottostante, e si applica su di esso la Corona (in Ceramica o Zirconio), che garantisce la piena funzionalità masticatoria oltre ad una gradevolissima estetica.
Impianto Multiplo

In questo caso, ad esempio, i 3 denti mancanti sono stati sostituiti da un Ponte su 2 Impianti; in questo modo sono stati preservati i denti laterali. Quando manca più di un dente, si ricorre al posizionamento di Impianti Dentali in alcuni punti strategici, all’interno dell’arcata; Questi diventano così basi solide per la realizzazione di un Ponte Fisso
Impianti su Intera Arcata
Quando purtroppo si realizza la perdita di più (agenesia) o tutti i denti (edentulia) nella singola Arcata, ad esempio per Traumi o per Malattia Parodontale o Piorrea, si deve ricorrere all’Implantologia della Arcata completa.
Questa Tecnica sicura e ben collaudata da tempo, prevede il posizionamento in alcuni punti strategici della Arcata, di più Impianti Dentali, che avranno la funzione di sostenere l’intera Arcata che successivamente sarà realizzata in Metallo Ceramica o Zirconio.
La scelta del numero degli impianti da posizionare (4 – 6 – 8) è di esclusiva pertinenza del Chirurgo Implantologo, e non -come spesso succede- secondo la richiesta personale del Paziente.
Il Chirurgo Implantologo infatti, dopo aver studiato la Tac Cone Bean 3 D e la successiva Visita Specialistica con Anamnesi del Paziente, valuterà al meglio il caso terapeutico, e deciderà sia sul numero di Impianti da posizionare, sia anche il posto preciso dove posizionare gli stessi.
